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:: information from occupied iraq
:: informazione dall'iraq occupato


TUTTI PER VELTRONI !
Destra radicale e “sinistra” radicale unite nella lotta…nel segno di Sion

Fulvio Grimaldi
...E all’indomani di un gesto di civiltà universale, come quello di bruciare le bandiere di chi brucia popoli, non sono solo i soliti sicofanti dell’imperialismo e del genocidio razzista in Medio Oriente, i Lerner, Ferrara, Pirani, Mieli, Mauri, Bondi, a elevare alti lai contro la rinascita dell’antisemitismo. Alla convocazione dei propri satelliti, ordinata dall’ambasciatore di Israele nell’anniversario della fondazione di uno Stato edificato nel sangue di giusti e innocenti, peggio di quello vaticinato nel Mein Kampf (lo dicono gli ebrei perbene), è accorsa in formazione serrata, seppure in mutande e piegata in due, l’intera sinistra istituzionale, capeggiata dal vindice del riscatto nazionale, Romano Prodi che, esprimendo i fervori di tutti, pronunciava la sua e, del tutto abusivamente, l’italica, identificazione con Israele. Appollaiato sulla sua spalla annuiva, col becco arrotato dal piacere, il vessillifero primo di questa identificazione: Walter Veltroni, sindaco di Roma ma la cui capitale morale è Hollywood, promotore, kippà in testa, della più agghiacciante iniziativa mai concepita da una per quanto rivoltata sinistra: "La Sinistra per Israele"...


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LA RESISTENZA DEGLI IRACHENI ALLA GUERRA CIVILE
GHALI HASSAN
L'attuale campagna di distorsione e disinformazione perpetrata dai giornalisti occidentali e dagli "esperti" dei media, secondo i quali gli Iracheni "vengono assassinati solo a causa della loro identità religiosa" è una menzogna. L'Iraq non è una società settaria. La violenza in Iraq è un massacro criminale generato dagli Stati Uniti e istigato da differenti gruppi di milizie create, finanziate ed armate dagli Stati Uniti e dai loro alleati. L'obbiettivo è giustificare l'Occupazione in corso, e distogliere l'attenzione dai violenti crimini statunitensi in Iraq...

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PREFAZIONE
Un rompighiaccio dell’informazione giusta

Fulvio Grimaldi
Cari compagni e amici, vi invio questa mia prefazione al libro di Valeria Poletti "L’IMPERO SI E’ FERMATO A BAGHDAD", EDIZIONI Achab, che esce in significativa coincidenza con il 25 aprile, nostra festa di liberazione. E’ il libro che tutti attendevano, o avremmo dovuto attendere. E’ la prima esauriente e veritiera informazione sull’Iraq dal colonialismo alla Resistenza di oggi. Un lavoro che distrugge tutte le menzogne, le intossicazioni, le compiacenze e subalternità e ci restituisce intera la storia di un grande popolo e di una grandissima Resistenza. Per presentazioni del libro sono disponibili sia l’autrice, sia il sottoscritto prefatore...

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Appello contro l'elezione dell'Iraq occupato nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite
Rete per il monitoraggio dei diritti umani in Iraq - Osservatorio Iraq
Il 9 maggio 2006, alle 10.00 del mattino (ora di New York), l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite si riunirà in seduta plenaria per eleggere i 47 membri del Consiglio per i Diritti Umani, l'organismo creato di recente che prende il posto della Commissione Diritti Umani. Fra le candidature c'è anche quella dell'Iraq. Di seguito l'appello lanciato dalla Monitoring Network of Human Rights in Iraq (Rete per il monitoraggio dei diritti umani in Iraq), una organizzazione irachena impegnata nella denuncia delle violazioni dei diritti umani nel paese, perché l'Iraq occupato, in cui gravi violazioni dei diritti umani avvengono quotidianamente, non venga eletto fra i membri del nuovo organismo...

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INTERVISTA CON ISRAEL SHAMIR
KIM PETERSEN
Israel Shamir (nella foto) è un importante e controverso pensatore israeliano di origine russa., uno scrittore e un traduttore che vive a Jaffa. Shamir, con i suoi scritti, ci regala fresco candore, profonde intuizioni e umanesimo ispiratore. La sua posizione di principio, in favore del diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi e della ricostruzione dei loro villaggi distrutti ha causato il suo licenziamento dal giornale israeliano "progressista" Ha’aretz. In seguito agli attacchi israeliani contro i palestinesi nel gennaio 2001, Shamir si è dedicato alla letteratura politica in inglese. Per l’intellettuale Carlo Marx, la questione ebraica era un "soggetto irreale". Marx era stato battezzato nella religione luterana e aveva sposato una non-ebrea. Shamir ha rinunciato al giudaismo e abbracciato il cristianesimo. Egli è un forte sostenitore della soluzione "un uomo, un voto, uno stato" con l’obiettivo di un unico stato Israele-Palestina. Ho intervistato questo irremovibile scrittore indipendente..

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LA DEMOCRAZIA DEGLI SQUADRONI DELLA MORTE
MIKE WHITNEY
L’ idea che l’Iraq sia un paese devastato dalla guerra civile fa leva su degli assunti che sono essenzialmente falsi. Per prima cosa tutto ciò presuppone che il Pentagono stia ignorando il fondamentale principio di tutte le guerre, "Conosci il tuo nemico". In questo caso è chiaro chi sia il nemico: è l’87% della popolazione irachena che vuole vedere la fine immediata dell’occupazione statunitense. Perciò la minaccia più grande per gli obiettivi di occupazione e basi permanenti è costituita da quel cameratismo che si manifesta nella solidarietà araba e nel nazionalismo iracheno. Alla fine il Pentagono, tramite i suoi surrogati nei media, ha messo su una storia "che si realizza da sola" sul fatto che la guerra civile sia già in corso. La maggior parte delle cronache sulla guerra fanno apparire il conflitto come se fosse generato dalle tensioni etniche e dall’odio fra le diverse fazioni. Ma è così?...

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La nuova politica estera degli Stati Uniti per la Palestina: la fame
Mike Whitney
Gli Stati Uniti ed Israele hanno finalmente trovato un accordo su un piano per risolvere il decennale conflitto tra Israele e Palestina. Israele continuerà a sparare missili sulle aree civili di Gaza e della Cisgiordania, mentre gli Stati Uniti tagliano i rifornimenti di cibo ed altri aiuti vitali ai Territori. In questo modo possono massimizzare le sofferenza umane mentre preparano la gente per una morte violenta. Questo non è quello che negoziavano i Palestinesi quando hanno accettato il modello occidentale di democrazia. La Road Map è diventata un cul de sac di aggressione, assoggettamento e omicidi bell'e buoni...


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AHMADINEJAD: LOST IN TRANSLATION
DA "LITTLE RED EMAIL"
Era l’Ottobre dello scorso anno quando tornammo a casa, accendemmo la radio e sentimmo terrorizzati la notizia che il presidente Iraniano negava che l’ Olocausto fosse avvenuto e diceva che lo stato di Israele doveva essere cancellato dalla carta geografica. ' Cristo ’ pensammo, ' questo pazzo si mette allegramente nelle loro mani con questo tipo di retorica .’ Da allora "la crisi missilistica Cubana alla moviola", come un accademico ha descritto l’imbroglio USA-Iran, è montata a grave allarme con l’articolo di Seymour Hersh sul New Yorker che riferisce che la Casa Bianca è pronta ad un bombardamento nucleare. Servirebbero 12 ore a dispiegare le armi nucleari per un bombardamento distruggi-bunker che ucciderebbe milioni di Iraniani secondo stime conservative commissionate dal Pentagono. Gli aerei armati di testatate nucleari sono ora in costante allerta e l’opinione pubblica è stata intrappolata da quelle pazze, pazze affermazioni su Israele fatte dal Presidente dell’ Iran Mahmoud Ahmadinejad. Ma se le dichiarazioni di Ahmadinejad che lo rendono il cattivone di stagione fossero state a) tradotte male e b) prese fuori contesto ?...


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NEL CAOS DELL'IRAQ, UNA GIGANTESCA AMBASCIATA USA
DANIEL MCGRORY
I lavori sul complesso di 104 acri, conosciuto localmente come il "palazzo di George W", dovrebbero essere segreti, ma è impossibile nascondere le gru che dominano il cielo di Baghdad. La questione sconcerta e fa infuriare una città intera: com'è che gli Statunitensi non possono tenere attiva l’elettricità a Baghdad per più di un paio di ore al giorno, ma riescono comunque a costruire da soli la più grande ambasciata della terra? L’ esasperazione cresce mentre i residenti, privati dell’aria condizionata e dell’acqua corrente tre anni dopo l’ invasione guidata dagli Usa, osservano l’enorme Ambasciata che chiamano il "palazzo di George W" ergersi tra ile rive del Tigri...

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RITORNO AGLI SQUADRONI DELLA MORTE – LE NOTIZIE NASCOSTE DELL’IRAQ
JOHN PILGER
...Adesso che al-Zarqawi è stato sostituito con "violenza settaria" e "guerra civile", la grande notizia è rappresentata dagli attacchi dei Sunniti al mercato e alla moschea sciita. Ma la vera notizia, che non è riportata nel "mainstream" della CNN, è che in Iraq è stata invocata l’ Opzione Salvador. Questa consiste nella campagna di terrore da parte degli squadroni della morte armati ed addestrati dagli Stati Uniti, che attaccano sia sunniti che sciiti. Lo scopo è l’incitamento alla guerra civile e lo smembramento dell’Iraq, l’obiettivo originale dell’amministrazione Bush...

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Lettera del Presidente dell’Iran al Presidente degli Stati Uniti
Signor George Bush, Presidente degli Stati Uniti d’America, E’ da tempo che mi chiedo, come si possono giustificare le innegabili contraddizioni che esistono sulla scena internazionale – le quali sono costantemente dibattute, specialmente nei forum politici e tra gli studenti universitari. Molte domande rimangono senza risposta. Queste mi hanno spinto a discutere alcune di queste contraddizioni e domande, nella speranza che ci possa essere la possibilità di rimediare...

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Senza vergogna
Il PRC voterà il rifinanziamento delle missioni militari...

www.arcipelago.org
...Ma la decisione più significativa assunta dal massimo organo rappresentativo del PRC non è stata l'elezione del successore di bertinotti (voluta da bertinotti medesimo), bensì quella di respingere un ordine del giorno che si pronunciava per il ritiro del contingente italiano dall'Afghanistan e impegnava i gruppi parlamentari a non votare il rinnovo del finanziamento delle missioni militari italiane in Iraq, Afghanistan, Bosnia e Kosovo. Contro l'o.d.g. hanno votato sia i bertinottiani che gli esponenti di "Essere Comunisti" (Grassi) e di "Sinistra Critica" (Cannavò), a favore solo Progetto Comunista (Ferrando) e FalceMartello (Bellotti). Con questo voto sciagurato - e con l'impostazione generale esposta dal neosegretario Giordano - il PRC ha confermato ufficialmente il tradimento delle ragioni del popolo pacifista e del movimento contro la guerra, svendute in cambio della poltrona di Bertinotti e dei futuri incarichi ministeriali...

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L'ultimo rantolo del Dollaro?
La borsa petrolifera dell'Iran apre la prossima settimana

Mike Whitney
...Nottetempo, la storia della borsa petrolifera iraniana si è infilata nella stampa mainstream esponendo le vere ragioni dietro l'attuale ostilità di Washington verso Teheran. Fino ad ora, gli analisti hanno ignorato l'importanza dell'imminente borsa petrolifera come una teoria della cospirazione di sinistra su internet indegna di ulteriore considerazione. Ora, la Associated Press ha chiarito la questione dimostrando che una borsa petrolifera iraniana "potrebbe condurre le banche centrali del pianeta a convertire in euro alcune delle loro riserve in dollari, causando potenzialmente un declino nella valuta del dollaro"...

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THE ANTI-EMPIRE REPORT N° 32
WILLIAM BLUM
Il recente articolo di due accademici di rilievo, John Mearsheimer e Stephen Walt, sulla "Lobby israeliana", ha stimolato una considerevole discussione sia sui media dominanti che su Internet riguardo al significato del ruolo svolto da questa lobby nell’istigare l’invasione e l’occupazione americana dell’Iraq.
La risposta a questa domanda può stare in ultima analisi, e unicamente, nelle menti dei neo-conservatori, in posizioni ufficiali di governo o a queste vicine, che per anni hanno fatto lobby a favore dell’invasione dell’Iraq e del rovesciamento di Saddam Hussein; un precoce esempio di questo la loro ormai famosa lettera al presidente Clinton nel gennaio 1998, che, in termini che non lasciavano adito a dubbi, chiedeva una strategia americana che "dovrebbe puntare, soprattutto, alla rimozione dal potere del regime di Saddam Hussein"...

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Il motivo per cui deve essere Israele a rinunciare alla violenza
Mike Whitney
Ho commesso un errore. La scorsa settimana ho scritto un articolo dal titolo "Può Hamas cambiare una Organizzazione Politica?", che è stato pubblicato su diversi siti web. Nell'articolo ho sostenuto che Hamas dovrebbe rinunciare pubblicamente agli attacchi dei kamikaze. Questa mia posizione è sbagliata. E' certamente vero che gli attacchi da parte delle bombe umane sono stati un incubo nel campo delle relazioni pubbliche e hanno solo finito per promuovere gli interessi Israeliani, ma è anche vero che non ci dicono assolutamente niente su chi è il responsabile di questi atti di violenza. E' impossibile dare un giudizio obiettivo su queste azioni senza decidere chi in definitiva dovrebbe esserne considerato responsabile...

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PROTEGGERE ISRAELE: IL METODO CHOMSKY
GHALI HASSAN
Leggendo gli attacchi più recenti volti a screditare l'analisi, in realtà molto lucida e attendibile, dei professori John Mearsheimer e Stephen Walt sulla lobby ebraica pro-Israele presente negli Stati Uniti, viene da domandarsi perché tante persone difendano in modo così semplicistico Israele. Sembra evidente che i critici siano più interessati a proteggere Israele e a rafforzare le loro posizioni, piuttosto che difendere la "libertà di parola", la democrazia o i diritti del popolo palestinese. Tra coloro che hanno avanzato questi attacchi, figura l’americano Noam Chomsky, "celebre" linguista e critico specialista di politica statunitense. La condanna dei due illustri professori perpetrata da Chomsky, a causa della quale i due vengono ora accusati di "anti-semitismo", ed hanno perso il sostegno dell’Università di Harvard, rappresenta un tradimento alla libertà accademica. Fin da giovane, proteggere Israele e il Sionismo è stato per Chomsky un obbligo morale. Egli nega pubblicamente l’esistenza di una lobby pro-Israele negli Stati Uniti e sembra che non abbia tempo da perdere nel valutare il ruolo del Congresso sulla politica americana, dove 11 dei cento membri che ne fanno parte sono, senza alcun dubbio, Ebrei a favore di Israele...

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CONDANNE A MORTE: SADDAM 148, BUSH 152
DI TIMOTHY BANCROFT-HINCHEY, Pravda
La differenza tra Saddam Hussein e George Bush è che entrambi hanno firmato degli ordini di condanna a morte ma solo uno di loro è sul banco degli imputati. Lasciateci allora tracciare qualche parallelo tra questi due uomini per arrivare a delle conclusioni. Saddam Hussein, ora sappiamo, firmò ordini di condanna a morte per 148 sciti che erano insorti contro di lui a Dujail nel 1982, per questo Saddam Hussein siede sul banco degli imputati e potrebbe rischiare la condanna a morte. George Bush, nei suoi sei anni come governatore del Texas, firmò invece 152 ordini di condanna a morte, un record assoluto per ogni governatore e per ogni stato nella storia degli Usa...

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IL PRESIDENTE IRANIANO VUOLE CANCELLARE ISRAELE DALLA MAPPA E NEGA L’OLOCAUSTO?
ANNELIESE FIKENTSCHER E ANDREAS NEUMANN
Radere al suolo Israele, colpire a ripetizione, distruggere, annientare, liquidare, eliminare Israele, cancellarlo dalla mappa – questo è ciò che il Presidente dell’ Iran ha chiesto – almeno questo è ciò che abbiamo letto o sentito alla fine dell’ Ottobre 2005. Spargere la notizia è stato molto efficace. Hanno detto che quella era una dichiarazione di guerra. Ovviamente i media e il governo erano tutt’uno nella loro indignazione. Che si sparge per il mondo. Ma diamo un’ occhiata più da vicino a ciò che ha detto il Presidente dell’ Iran Mahmoud Ahmadinejad...

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LE RAGAZZE SCOMPARSE DELL’ IRAQ
BRIAN BENNETT
...Nessuno sa quante giovani donne sono state rapite e vendute dalla caduta di Saddam Hussein nel 2003. Da allora, l’ Organizzazione per la Liberta’ delle Donne in Iraq, con sede a Baghdad, stima dall’ aneddotica evidenza che piu’ di 2000 donne Irachene siano scomparse. Un ufficiale Occidentale a Baghdad che monitorizza la condizione delle donne in Iraq ritiene che la cifra possa essere esagerata ma ammette che il commercio del sesso, quasi inesistente sotto Saddam Hussein, e’ diventato un serio problema...

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Trasformando il mondo in una zona di guerra
Mike Whitney
Come per qualunque altra cosa, la promessa di Rumsfeld di "trasformare" l'esercito era una bugia. Il Segretario alla Difesa non ha mai avuto alcuna intenzione di convertire l'esercito in "unità più piccole, più agili". Fin dall'inizio il suo scopo è stato creare una forza d'urto globale che operasse come il braccio armato delle aziende multinazionali. Rumsfeld ha fatto tutto ciò che era in suo potere per rimuovere l'esercito dalla supervisione del Congresso o dalla responsabilità verso il popolo che dovrebbe servire. Sotto la sua amministrazione, il Pentagono è saltato da un umiliante scandalo ad un altro. Da Abu Ghraib a Falluja, da Guantanamo a Bagram; il suo curriculum è stato un susseguirsi di disgrazie ammassate l'una sull'altra. E non importa che i generali siano così desiderosi di vederlo farsi dare il benservito...

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COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI, I SUNNITI LASCIANO L'IRAQ
KHALID JARRAR, Giornalista freeelance
...Dunque ecco perché ho lascito l'Iraq: per il crimine di essere un sunnita, sono stato arrestato dal corpo di spionaggio del ministero degli interni e detenuto per un paio di settimane. Sono riuscito ad andarmene dopo che non poterono provare nulla contro di me e non riuscirono a farmi confessare crimini che non avevo commesso. Non sono stati in grado di farmi dire il nome della "mia cellula terroristica" o "da dove vengono i loro fondi". Sono stato etichettato "terrorista" nel momento in cui sono entrato lì, persino prima che iniziassero ad interrogarmi. Ma come ho detto, poiché non sono stati in grado di torcermi alcuna informazione, mi hanno liberato per alcune migliaia di dollari (...) Dopo aver pagato loro quello che volevano, ho lasciato la prigione, e sotto minacce loro e di altre milizie, anche l'Iraq. Durante i giorni che ho passato nel settimo piano del ministero degli interni, dove vengono trattati tutti i casi di "terrore", ho potuto vedere cosa significhi davvero il settarismo e come persone innocenti siano arrestate, torturate, picchiate, uccise e etichettate come "terroristi" - per nessun altro crimine che essere Sunniti...

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